Indagine Nielsen: consumi su del 24,8% per l’ortofrutta e del 42,2 per la carne. AssoBio: ora il Senato approvi la legge per il settore

Coronavirus agricoltura biologica«La corsa agli acquisti nei supermercati ha rilanciato il trend dei prodotti biologici, scelti non solo nelle categorie che hanno maggiormente beneficiato della situazione contingente, ma anche in molte aree del freschissimo, dove l’elemento di rassicurazione del cliente finale ha fatto la differenza». Nicola De Carne (Nielsen Connect) sintetizza così i risultati di una ricerca, realizzata con Assobio, che mette in luce un aumento delle vendite di prodotti biologici nella grande distribuzione (19.6%) con picchi picchi nei discount (+23.7%) e nei piccoli supermercati di quartiere: +26.2% registrata a marzo in piena diffusione del contagio da Coronavirus. Secondo i ricercatori l’incremento più deciso è stato riscontrato nell’ortofrutta con una crescita del 24.8% rispetto a marzo 2019  e la carne bovina e di pollo, i cui consumi sono aumentati del 42.2%». AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici e naturali, sottolinea come l’incremento dei consumi sia risultato maggiore di quello di analoghi prodotti non biologici l’ortofrutta tradizionale ha realizzato un più 18,2% mentre la carne non biologica del 29%. In forte crescita anche i surgelati bio (+44.8%), contro un +29.5% di quelli convenzionali.

Secondo Roberto Zanoni, presidente di AssoBio, «gli italiani costretti a casa, prestano più attenzione a cosa mangiano, premiando la qualità e la sicurezza delle nostre filiere, nei cui confronti il ministro Bellanova ha espresso fiducia e l’auspicio di una rapida approvazione della nuova legge sul bio già approvata alla Camera e da più di un anno ferma in Senato, una vicinanza di cui la ringraziamo». L’Italia è leader europeo per numero di agricoltori biologici (oltre 68.000) e d’imprese di trasformazione (oltre 10.000).

 

Fonte: La Stampa