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Il Competence center di Bologna ha inaugurato stamattina la prima linea di produzione per la fabbrica intelligente operativa e funzionante. Lo spazio consentirà di entrare direttamente in contatto con le tecnologie 4.0, dai big data alla manifattura additiva passando per la robotica e la finitura

«Essendo il pubblico e il privato due mondi diversi è necessario che si instauri un rapporto bassato sul rispetto e sulla fiducia come accade in una famiglia. Volendo fare un parallelo, la nascita dei figli equivale nel nostro caso alla nascita di progetti innovativi, in grado di riunire imprenditoriscienziatidottoranditecnici e professori. Durante questi mesi abbiamo raccolto e diffuso le best practice dell’industria 4.0 e questa linea pilota all’avanguardia, progettata per anticipare le trasformazioni digitali delle imprese e in particolare delle Pmi, sarà un valore aggiunto a disposizione di tutto l’ecosistema».

A tracciare la rotta della prima Linea Pilota d’Italia per la manifattura 4.0 è Domenico Bambipresidente di Bi-Rex. Il numero uno del Competence center di Bologna, consorzio pubblico-privato che aggrega 12 tra università e centri di ricerca e 45 imprese d’eccellenza, ha aperto stamattina l’inaugurazione della linea di fabbrica intelligente che integrerà tecnologie moderne e tradizionali, per supportare la trasformazione digitale delle aziende del territorio emiliano-romagnolo e non solo. Il taglio del nastro, trasmesso in diretta streaming, ha sancito la nascita della prima linea operativa e funzionante sviluppata da uno degli otto centri di competenza nazionali per la manifattura intelligente, e animata dalla logica del cosiddetto “test before invest”, ossia dalla possibilità di provare concretamente le tecnologie integrate ed interconnesse prima di investire.

Il modello presentato stamattina nasce infatti per avvicinare le imprese, i centri di ricerca e tante altre realtà alle tecnologie abilitanti per l’industria 4.0 in quattro aree di sviluppo: big datamanifattura additivarobotica e finitura e metrologia. La nuova struttura si trova nello stesso edificio che ospita gli uffici e le aule per la formazione e il co-working di Bi-Rex, situati nella sede da 1.500 metri quadrati dell’Opificio Golinelli di Bologna. Qui le aziende potranno elaborare e acquisire analytics su datacenter locale e cloud remoto, sviluppare piattaforme di Internet delle Cose, eseguire sistemi di machine learningintelligenza artificialerealtà virtuale e gemelli digitali sfruttando tecnologie e piattaforme avanzate, incluse quelle di connettività 5G, già integrate con i macchinari di produzione.

Ad esempio, nell’area della manifattura additiva si potrà entrare in contatto con una macchina a letto di polvere a sorgente laser per stampare pezzi 3D in metallo, un impianto con cella di deposizione diretta per riparare componenti ad alto valore aggiunto e realizzare pezzi metallici a geometria complicata, o ancora strumenti di supporto per lavorazioni secondarie, come trattamenti termici, tempra laser ed elettroerosione. Non mancheranno robot collaborativi per operazioni di asservimento materie prime, movimentazione semilavorati, interazione con magazzini passivi. E ancora, si potrà accedere a un centro di lavoro a controllo numerico per la tornitura e fresatura in lavorazioni di manifattura sottrattiva, finitura e realizzazione ingranaggi.

Il polo bolognese è inoltre candidato a diventare un futuro European Digital Innovation Hub. «I competence center possono essere degli aggregatori che vanno ben oltre l’incontro tra la domanda e l’offerta o l’incontro di tecnologie, ma bisogna far emergere i bisogni di tecnologie e le potenzialità del territorio – ha commentato Gian Paolo Manzellasottosegretario al ministero dello Sviluppo economico – La sfide del futuro è far sì che la tecnologia, l’industria e l’innovazione sia viste come qualcosa di bello e di familiare». Sulla stessa scia anche Vincenzo Collaassessore allo Sviluppo economico e green economy, lavoro, formazione della Regione Emilia-Romagna: «Questo modello deve diventare un ecosistema. Abbiamo bisogno di progettare il cambiamento delle filiere in una logica di sostenibilità, dall’automotive all’agroalimentare, e sotto tutti questi punti di vista Bi-Rex rappresenta una vera e propria idea di futuro».

Fonte: La Repubblica