La direttrice di Lubec spiega il percorso che ha portato all’edizione numero 17 dell’evento

Lubec

Della manifestazione in programma oggi e domani presso il Real Collegio, parliamo in questa intervista con la direttrice di LuBeC, Francesca Velani.

Digitalizzazione dei beni culturali, una sfida epocale: che cosa sta dentro a questo cambiamento?

“Bisogna dire che questa sfida è partita da tempo e trova in questo momento, nelle due giornate della nostra diciasettesima edizione, uno strumento di sistematizzazione del processo. Insieme ai vari soggetti bisogna individuare le policy e le regole comuni, sviluppare i nuovi metodi di interazione con il pubblico attraverso un linguaggio in grado di raggiungere la varietà diversificata di pubblico. Far parlare il patrimonio culturale ai bambini, ai disabili affinché il percorso digitalizzato sia reso fruibile a chiunque”.

Si va verso una cultura digitale sicuramente anche attraverso l’impiego di nuove professioni?

“Certamente ci sarà una evoluzione di nuove professioni come altre sono già in essere, con approcci diversi, basti pensare ai cosiddetti “nativi digitali” e alle loro competenze d già strutturate. La formazione è e sarà molto importante e anche qui è in essere una divisione di competenze: da un lato Digital library, dall’altra la Fondazione scuola beni culturali”.

Qual è il ruolo che riveste la cultura?

“La cultura fa parte a pieno titolo dello sviluppo sostenibile e il bisogno di accedere a mostre virtuali, per esempio, lo abbiamo visto proprio nel periodo pandemico: le persone hanno avuto bisogno di accedere a iniziative culturali a distanza che hanno aiutato i giovani, i più deboli o fragili: la cultura fa parte del benessere delle persone”.

Qual è il ruolo di LuBeC in tutto questo?

“Rappresenta un momento di incontro per chi lavora per le politiche culturali, il pubblico e il privato, in queste due giornate, si incontrano e trovano risposte concrete per le buone pratiche: insomma, è una manifestazione da dove escono proposte per il futuro, un incontro ovviamente che vede la centralità del Pnrr”.

Maurizio Guccione

Fonte: La nazione Lucca