Modelle come Twiggy e Marisa Berenson vengono immortalate sulle cover delle maggiori riviste di moda con addosso le sue creazioni con stampe colorate, l’impronta di Pucci che lo rende subito riconoscibile. Tinte vivaci, fantasie originali e una propensione alla felicità sono la caratteristiche che hanno reso celebre la maison. Cosmopolita, sempre in viaggio fra la sua Firenze e le mete turistiche più in voga, Pucci immagina la donna moderna che veste con abiti facili e immediati, espressione di una nuova idea di eleganza veloce, spontanea e senza sforzo da infilare in valigia anche all’ultimo momento grazie all’uso di tessuti fluidi ed elastici come l’Emilioform. Il nuovo comfort unito al senso del bello e del lusso viene declinato in leggings, pigiama palazzo, caftani e camicie foulard. Oggi il marchio appartiene a LVMH.

Emilio Pucci
La mostra Icona Cervino: la storia che unisce Emilio Pucci e la montagna (Museo delle Alpi, Forte di Bard, Valle d’Aosta fino al 17 ottobre 2021) ripercorre con oggetti e capi d’archivio la carriera del “marchese della moda” iniziata proprio da un completo da sci disegnato per un’amica. Quel parka con cappuccio insieme a un pantalone affusolato attira subito l’attenzione di Toni Frissell. La fotografa di Harper’s Bazaar gli dedica un servizio nel numero di dicembre del 1947 ed è l’inizio di una rivoluzione. Da quegli scatti – su suggerimento di Diana Vreeland, storica direttrice della rivista – prende il via una collezione di tute da sci poi seguita da una lunga serie di collezioni e progetti che segneranno la storia della moda italiana e continuano ancora oggi.
(foto di Ernst Haas del 1969)

 

Emilio Pucci
La tuta da sci di Emilio Pucci è un monopezzo avveniristico che va al di là del capo tecnico. Primo del genere sportswear, anticipa di qualche decennio il connubio tra l’abbigliamento sportivo e moda.
(Nella foto, un’immagine della mostra)

 

Emilio Pucci
Emilio Pucci, marchese di Barsento, fonda il marchio che porta il suo nome nel 1947. Quello tra la montagna e lo stilista è un rapporto molto stretto: sulle piste di Zermatt Emilio Pucci lavora come istruttore di sci nel dopoguerra. È un maestro d’eccellenza visto che aveva fatto parte della squadra italiana di sci anche alle Olimpiadi invernali

 

Emilio Pucci
La Valle d’Aosta e i suoi paesaggi sono il soggetto dei disegni di Emilio Pucci negli anni Cinquanta. Nel modello disegnato dallo stilista nella foto, si nota l’uso del colore fluo. Il designer è passato alla storia anche per le stampe multicolor dall’impronta inconfondibile. Per creare le giuste armonie fotografava la natura e si ispirava alle sue nuance.

 

Emilio Pucci
Nel 1952 Emilio Pucci firma il motivo “Cervinia”. Incorniciati da piccoli soli, nastri e fiocchi disegnano le sagome del monte Cervino, con campiture dei colori accesi ricercati dalla natura che era fonte di ispirazione.

 

Emilio Pucci
I motivi e le linee per le alture sono stati da ispirazione per i designer che si sono susseguiti alla direzione creativa del marchio. La collezione autunno-inverno 2021-2022 disegnata da Emilia Wickstead parte proprio dal pezzo iconico della maison fiorentina, la prima tuta da sci disegnata nel ’47, che è stata reinventata come bodysuit con cappuccio, aderentissima e coperta di stampe d’archivio. Anche i capispalla, i bomber imbottiti o i giacconi matelassé hanno motivi che si ispirano alla montagna. Pure Matthew Williamson nel 2008, ispirandosi ai motivi d’archivio, ha creato il disegno Alpi, astrazione delle geometrie alpine.

 

Emilio Pucci
Anche questo capo di Pucci della collezione autunno-inverno 2021-2022 riprende il tema dei leggings superaderenti “nipoti” di quella prima tuta da sci. Massimo Giorgetti nel 2016, ha intrecciato nastri e fiocchi nel più romantico motivo “Montagne”.

 

Emilio Pucci
Giacca da sci dell’aprile del 1969 fotografata da Ernst Haas

 

Emilio Pucci
Attraverso i capi, gli accessori, ma anche i disegni, nell’esposizione sono mostrate le collaborazioni con Rossignol e Moncler nei primi anni 2000 mentre le fotografie, gli editoriali nelle riviste, gli oggetti dell’archivio custodito a Palazzo Pucci ricostruiscono la fitta relazione tra il marchio Emilio Pucci e la montagna, espressione di un fortissimo legame con l’Italia e il suo territorio di cui Emilio Pucci è forse uno dei più grandi narratori.

 

Giacca da sci fotografata nell’aprile del 1969