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Presentata la manifestazione in programma l’8 e il 9 ottobre al Real Collegio

LUCCA. “Ripartiamo con la cultura, ripartiamo per la cultura”. Questo lo slogan che caratterizza l’edizione 2020 di LuBeC (Lucca Beni Culturali) che andrà in scena nei giorni 8 e 9 ottobre al Real Collegio. La rassegna che si ripropone nella nostra città per il 16° anno consecutivo, si presenta stavolta in una veste diversa rispetto al passato, trascinando i postumi di un lockdown che ancora non ha mollato la presa e una situazione internazionale che tiene sotto scacco l’umanità e tutto ciò che ne consegue.

«Se la spada di Damocle è ancora una minaccia forte, ciò non significa che dobbiamo arrenderci, ma guardare avanti con fiducia, sperando di uscire presto da questo incubo, per tornare alla normalità che abbiamo smarrito sette mesi fa» esordisce Rodolfo Pasquini, amministratore unico di Lucca Promos “braccio armato” della Camera di Commercio per la valorizzazione e la promozione delle piccole e medie imprese, tra gli artefici del brand “The lands of Giacomo Puccini” per il sostegno e lo sviluppo economico del territorio. LuBeC post lockdown sarà, dunque, un’edizione incentrata su quel futuro tecnologico col quale d’ora innanzi dovremo fare i conti, adeguandoci a sistemi di lavoro differenti rispetto a quelli cui siamo abituati.

«Non sarà facile – commenta Gaetano Scognamiglio, presidente della fondazione Promo PA che organizza l’iniziativa con il sostegno delle fondazioni Cassa di Risparmio e Banca del Monte – ma dobbiamo renderci conto che è iniziata un’epoca nuova, alla quale nessuno potrà sottrarsi. Non possiamo, quindi, perdere tempo, ma iniziare a lavorare in questa direzione, concentrandoci anche su nuovi paradigmi di vivibilità dei territori per valorizzare l’Italia delle diversità. Che – aggiunge – includono lavoro, turismo, cultura, per i quali si stanno aprendo nuovi e inattesi scenari».

Sulla valorizzazione dei “neoluoghi” si concentrerà uno dei convegni in programma durante la kermesse. Che, per regolamento anticovid, potrà ospitare non più di 200 persone. In presenza anche il convegno inaugurale che, come tutto il resto, sarà trasmesso via streaming. «Il pubblico – spiega il direttore della rassegna, Francesca Velani – potrà seguire la manifestazione da casa, collegandosi online anche per eventuali interventi diretti». Sarà necessaria la prenotazione, ma ormai è cosa nota. Ci siamo abituati.Un’azione di coraggio. Così il sindaco Alessandro Tambellini definisce l’organizzazione dell’evento in condizioni di criticità che impongono grandi sacrifici «ma, spiega, dobbiamo fare i conti con una realtà mutevole e rivedere le strategie d’intervento, rimodulando le attività culturali ad ampio raggio per gli anni a venire».

LuBeC 2020 punterà l’attenzione sulle potenzialità del welfare culturale di promuovere il benessere individuale e delle comunità, diventando traiettoria primaria di politiche e risorse in questo periodo post-crisi, caratterizzato dalle continue opportunità fornite dall’innovazione digitale. «Anche se con le limitazioni dovute all’emergenza, è importante che la rassegna si svolga regolarmente, in quanto trattasi di uno dei maggiori eventi italiani di richiamo internazionale» afferma Lorenzo Casini, capo di gabinetto del ministro dei beni culturali e turismo, nel suo intervento via skype, tra gli ospiti attesi a Lucca. La rassegna prevede laboratori, incontri e workshop dedicati alla formazione degli operatori culturali, i quali potranno iscriversi su www.lubec.it.

Fonte: il Tirreno